1. La sete natural: la sete di sapere, che mai non si appaga ( " sazia
", usato intransitivamente) se non con l'acqua della verità, di cui la
Samaritana chiese il dono (" grazia "). Allude all'episodio
evangelico della donna di Samaria, cui Gesù chiese dell'acqua e
che, meravigliata dalla dimestichezza mostratale da Lui, ch'era
Giudeo, si sentì rispondere che se avesse saputo chi era colui che
le aveva chiesto l'acqua, ella stessa avrebbe a lui domandato da
bere non l'acqua del pozzo che non sazia, ma l'acqua della verità.
La Samaritana gli chiese allora di quest'acqua. Vangelo di San
Giovanni (IV, 6).
5. la 'mpacciata via: la via ingombra d'anime.
6. e condoleami: e provavo compassione di fronte alla giusta
espiazione.
7. scrive Luca: nel Vangelo di San Luca si legge che Cristo,
risorto dal sepolcro, apparve sulla strada di Emmaus a due
discepoli e si accompagnò con loro (cfr. Luca XXIV, 13).
11. dal piè guardando: che badavamo (" guardando " con valore di
participio) a non urtare col piede la turba prostrata delle anime.
12. ci addemmo: ci accorgemmo.
13. vi dea: vi dia.
15. ch'a ciò si conface: che si addice a rendere il saluto.
18. che me rilega: è Virgilio che parla ed egli è relegato nel
Limbo ( " l'etterno essilio " ).
19. parte: intanto (cfr. Inf. c. XXIX, 16).
21. scorte: scortate, guidate.
22. a' segni: alle P incise sulla fronte di Dante.
24. coi buon: coi beati, cioè è ammesso alla salvazione.
25. lei: colei che fila notte e giorno lo stame della vita. E' Lachesi,
una delle tre Parche; Cloto è l'altra Parca che pone ( " impone " )
per ciascuno il filo sulla rocca e lo avvolge (" compila ") con la
mano.
28. serocchia: sorella (cfr. c. IV, 111 e n.).
30. non adocchia: non può vedere come facciamo noi.
31. ampia gola: il Limbo, il primo e perciò il più ampio dei cerchi
dell'Inferno.
32. mosterrolli: gli mostrerò.
35. ad una: insieme (cfr. c. IV, 17).
36. molli: i piedi del monte sono bagnati dal mare.
37. Sì mi diè... per la cruna: colpì nel segno del mio desiderio con
la stessa pressione con cui si infila la cruna di un ago.
38. che pur: che, soltanto per la speranza di sapere, il mio
desiderio si fece meno assillante.
40. Cosa non è: non vi è cosa che subisca la regola sacra ( "
relïgione " ) della montagna, senza un preordinato volere ( " ordine
" ), o che sia insolita. Qui c'è libertà da ogni alterazione degli
elementi naturali; ed ogni perturbazione trova la sua causa ( "
cagione " ) solo in ciò che il cielo riceve in sè da sè stesso.
43. Libero: questo luogo è esente da tutte le alterazioni che
vediamo solitamente seguire là dove sono gli elementi
e le loro mistura (Scartazzini-Vandelli).
46. grando: grandine.
47. più sù: al disopra della (" che ") scaletta formata da tre gradini
all'ingresso del Purgatorio.
50. né coruscar: né lampi, né arcobaleno (personificato da Iride,
figlia di Taumante e di Elettra).
52. secco vapor: il vento, che, secondo la dottrina aristotelica era
formato dal vapore secco e sottile; dal vapore secco e forte era
originato invece il terremoto.
54. 'l vicario: l'Angelo portiere.
55. più giù: al di sotto della porta del Purgatorio.
56. ma per vento: il vapore secco e forte sprigionato dalla terra
(cfr. n. 52).
58. Tremaci: trema qui (" ci ") quando un'anima si sente purificata.
60. seconda: la segue.
61. De la mondizia: dell'avvenuta purificazione è prova soltanto la
volontà, che sorprende l'anima purificata, del tutto libera a mutar
compagnia (" convento ", cfr. lat. conventus), e le è proficua (" di
voler le giova "). Anche prima l'anima vorrebbe salire al cielo ( "
vuol ben " ) ma non glielo consente la tendenza agli appetiti
riprovevoli (" talento ") che va purgata e che la divina giustizia
pone al tormento contro la volontà, come contro la volontà fu
l'anima dal talento condotta a peccare.
72. che tosto: che presto li avvii al cielo. E' formula augurale.
75. mi fece prode: mi giovò (cfr. c. XV, 42).
76. la rete: è il " talento " (cfr. v. 64).
77. si scalappia: si scioglie il calappio, il nodo.
78. ci trema: qui trema.
81. mi cappia: sia contenuto per me (" cappia " dal verbo capere,
usato ancor oggi in alcuni dialetti: ci cape = c'entra, è contenuto).
82. Nel tempo: quando Tito, con l'aiuto di Dio, vendico le piaghe
(" le fòra ") donde sgorgò il sangue del Redentore venduto da
Giuda. Cioè, quando, nel 70, l'imperatore Tito distrusse
Gerusalemme.
85. col nome: col nome di poeta, che più dura.
88. mio vocale spirto: l'ispirazione del mio canto.
89. tolosano: nato a Tolosa, si credette nel Medio Evo, per una
confusione con Lucio Stazio Ursolo, rettore della Gallia Narbonese.
Stazio nacque invece a Napoli, come si apprese nel sec. XV, dalla
lettura del suo poema, le "Selve", scoperto da Poggio Bracciolini.
91. Stazio: è Publio Papinio Stazio, nato circa il 50 e morto circa il
96. Insigne poeta latino dell'età argentea, compose la "Tebaide" e
l'"Achilleide" e fu molto noto nel Medio Evo.
93. caddi: morii quando ancora lavorava all'"Achilleide".
99. senz'essa: senza l'Eneide non fermai sulla carta cosa che
valesse una " dramma " (l'ottava parte di un'oncia).
101. assentirei un sole: acconsentirei a rimanere un anno (" un sole
") più del dovuto, in Purgatorio.
105. la virtù che vuole: la volontà.
107. a la passion: al sentimento, dal quale ciascuno trae origine ("
si spicca "), che meno asseconda la volontà nelle persone più
sincere (" veraci ").
111. ove 'l sembiante: ove più si raccoglie l'espressione.
112. Se tanto labore: possa tu portare a compimento (" in bene
assommi ") questo faticoso cammino (" labore ").
113. testeso: or ora.
123. d'ammirazion: di meraviglia.
130. ad abbracciar: abbracciare le gambe e i piedi era gesto
dell'inferiore al superiore.
135. dismento: dimentico (cfr. c. XIV,56 " s'ammenta " di cui la
forma " dismento " è il contrario).