1.
Ne l'ora: nell'ora in cui il calore del sole non può temperare
il
freddo lunare, perché sopraffatto dalla naturale freddezza della
terra o, se esso si trovi all'orizzonte, di Saturno pianeta che
si
credeva apportasse freddo; e quando i geomanti, (cioè gli
indovini
che ottenevano i loro presagi da figure tracciate in terra
mediante
la congiunzione di certi punti corrispondenti ad alcune
costellazioni), vedono sorgere sul far dell'aurora il segno da
essi
detto di Maggior Fortuna (formato dalla congiunzione di sei
stelle dell'Acquario e dei Pesci), in una zona del cielo che per
poco ancora rimane oscura, in virtù di esso segno che precede
l'aurora. In conclusione, Dante vuol dire che era l'alba, momento
in cui si riteneva che i sogni avessero il crisma della
veridicità.
7. balba: balbuziente.
11. aggrava: intorpidisce.
12. le facea scorta: le rendeva
spedita, cioè capace di parlare
senza balbutire, la lingua. Sotto lo sguardo di Dante avviene
dunque una trasformazione della donna deforme, che si drizza
sulla persona e acquista il roseo pallore che ispira sentimenti
d'amore. Notare l'"enjambement" col verso successivo.
18. mio intento: la mia
attenzione.
19. serena: sirena; già
nell'antichità le sirene simboleggiavano
l'allettamento dei falsi piaceri, e ben si adatta questo ricordo
mitologico alla " femmina balba " che rappresenta
l'amore errante
per eccesso (cfr. c. XVII, 96).
20. dismago: incanto.
22. Io volsi: io piegai Ulisse al
mio canto, distogliendolo dal suo
cammino errabondo (" vago "). L'episodio di Ulisse che,
legato
all'albero della nave, riesce ad ascoltare il canto delle Sirene
e a
salvarsi perché i compagni, con la cera alle orecchia non odono
il
suo ordine di fermarsi, si legge nel XII canto dell'Odissea.
Probabilmente Dante lo conobbe da una narrazione leggendaria
medioevale.
23. meco s'ausa: prende
dimestichezza con me.
26. presta: sollecita.
34. Almen tre: da lèggere
"almentre".
36. l'aperta: l'apertura della
scala che mena al quinto girone (cfr. c. IV,
19).
39. a le reni: alle spalle. I
poeti procedono verso occidente.
42. mezzo arco di ponte: la
persona di Dante è curva come la
metà di un arco di ponte.
45. marca: era, propriamente, la
terra di confine. Qui vale terra, in
generale.
49. e ventilonne: è l'ormai
consueta maniera di cancellare le P
dalla fronte del poeta.
50. Qui lugent: coloro che
piangono. E' parafrasi della terza beatitudine del
Discorso della montagna (Matteo V 5).
51. donne: signore (cfr. lat.
dominae); perciò: avranno le anime
ricche di consolazione ( " consolar " ).
55. sospeccion: sospetto, dubbio;
irmi: andare.
59. sovr'a noi: nei gironi rimasti
si purgano i peccati determinati da
eccesso di amore errante.
62. logoro: cfr. Inf. c. XVII,
128.
65. al grido: alla voce del
falconiere.
69. 'l cerchiar si prende: si apre
il cerchio che costituisce il quinto
girone.
73. Adhaesit pavimento anima mea:
la mia anima è rimasta
attaccata alla terra (Salmo CXVIII, 25). I1 versetto è cantato
dagli
avari e dai prodighi, espianti in questo girone, distesi bocconi
al
suolo.
79. sicuri: liberi dal giacere,
cioè esenti dalla pena.
81. di fori: di fuori, cioè a
destra, verso l'esterno.
84. l'altro: il resto, cioè colui
che parlava e che non era possibile
vedere, data la posizione.
91. matura: porta a compimento
l'espiazione (" quel "), senza di
che non si può tornare a Dio.
93. sosta: interrompi.
95. t'impetri: ottenga in tuo
favore.
99. scias: sappi ch'io fui
successore di Pietro, cioè fui papa.
100. Intra Siestri: tra Sestri e
Chiavari scende a valle (" s'adima ",
va ad imo, al basso) il fiume Lavagna e dal suo nome prende
origine (" fa sua cima ") il titolo della mia famiglia.
Chi parla è
Ottobuono dei Fieschi, conti di Lavagna, pontefice dall' 11
luglio
al 18 agosto 1276, col nome di Adriano IV.
108. la vita bugiarda: la vita
umana, che non mantiene le sue
ingannevoli promesse.
112. partita: lontana.
113. avara: avida, vinta dalla
cupidigia
115. si dichiara: appare chiara
nel modo della pena.
118. non s'aderse: non seppe
elevarsi.
120. il merse: lo sommerse,
costringendolo a terra.
122. onde operar perdési: per cui
fu inutile il nostro operare.
129. del mio reverire: del mio
atteggiamento reverente.
134. conservo: sono servo insieme
con te e con gli altri uomini di
un solo signore (" podestate ").
136. Se mai: se mai hai udito e
compreso ( " intendesti ") le parole
che Gesù disse ai Sadducei, per spiegare di chi sarebbe stata,
dopo la resurrezione, una donna che aveva avuto sette mariti,
puoi
comprendere perché io ragiono così. La risposta di Gesù è
" Neque
nubent neque nubentur ", cioè le donne non sposeranno, né
saranno sposate, perché dopo la resurrezione, di fronte a Dio,
non
avranno alcun valore i rapporti umani. Ecco perché Adriano V
non vuole la reverenza di Dante.
140. disagia: toglie agio, cioè
impedisce.
142. Alagia: Alagia Fieschi,
moglie di Moroello Malaspina e figlia di
Niccolò Fieschi, fratello di Adriano.
144. per essempro: offrendole
cattivi esempi.
Presentato da Luigi Minnaja