1.
Quando: quando, per sensazione piacevole o dolorosa che una
qualsiasi nostra facoltà riceva, l'anima si concentra tutta in
essa,
sembra che non rivolga più l'attenzione a nessun'altra facoltà;
e
questo fatto sconfessa l'erronea teoria che ritiene esserci più
di
un'anima (platonismo, manicheismo).
10. ch'altra potenza: poiché
altra facoltà è quella che avverte il
trascorrere del tempo (" l'ascolta ") e altra è quella
che occupa
l'anima intera: questa facoltà è legata alle impressioni che
riceve,
l'altra, quella che " ascolta " è libera e non si
accorge del tempo che
passa
15. cinquanta gradi: il sole sale
di 15 gradi ogni ora; perciò sono
passate più di tre ore dalla levata del sole.
17. ad una: tutte insieme,
gridarono: Qui è il punto che ci avete
chiesto per salire (cfr. c. III, 76).
19: Maggiore: il villano, quando
l'uva è quasi matura, molte volte
riempie con una forcata di pruni (" impruna ") spinosi,
una apertura
più grande (" maggiore aperta ") di quanto fosse largo
il sentiero
(" calla ") lungo il quale salì Virgilio...
25 Sanleo: è San Leo, borgo
impervio del ducato d'Urbino; Noli:
è una cittadina della riviera ligure, cui si accedeva scendendo
lungo scaglioni rocciosi e dirupati: Bismantova è un monte quasi
inaccessibile presso Reggio Emilia, sulla cui vetta ("
cacume ") si
può tuttavia giungere camminando (" con esso i piè
").
29. di retro: dietro a quella
guida (" condotto "); ma può anche
intendersi: condotto dietro colui che...
32. lo stremo: le pareti della
fessura, e per avanzare erano
necessari mani e piedi.
35. de l'alta ripa: " Sopra
il ripiano superiore dell'alta ripa che
costituisce la base del monte, ripiano che si stende all'aperto
"
(Casini-Barbi).
37. caggia: cada, cioè vada
indietro invece di avanzare.
42. che da mezzo quadrante:
"Assai più ripida che una linea tirata
dal mezzo d'un quadrante al centro del cerchio"
(Momigliano).
Cioè la parete aveva un'inclinazione superiore ai 45 gradi.
45. se non restai: se non ti
arresti.
47. balzo: sporgenza rocciosa.
50. carpando: avanzando carponi.
51. cinghio: il balzo (cfr. v.
47).
54. che suole: poiché è di
conforto volgersi a guardare il cammino
percorso; " altrui " è impersonale.
57. che da sinistra: che eravamo
illuminati (" feriti " cfr. Inf. c. X,
69) da sinistra; nel nostro emisfero, invece, il sole si alza
dalla
destra.
59. carro de la luce: il sole.
60. tra noi e Aquilone: tra i
poeti e il vento del nord (" Aquilone
"); nel nostro emisfero, il sole si sarebbe avanzato tra i
poeti volti
a levante e Austro, vento me ridionale.
61. Se Castore: se la
costellazione dei Gemelli ( Castore e
Polluce, figli di Giove e di Leda), fosse in congiunzione col
sole
(" quello specchio ") che illumina l'emisfero boreale e
quello
australe (" sù e giù "), cioè se fossimo più vicini
al solstizio, tu
vedresti lo Zodiaco rosseggiante (" rubecchio ") cioè
la parte
dov'è il sole, ruotare ancor più vicino alle Orse, cioè al
polo
artico, a meno che il sole non abbandonasse l'eclittica ("
cammin
vecchio ").
68. imagina Siòn: considera che
il monte di Gerusalemme ("
Siòn") e il purgatorio sono situati sul globo in modo da
avere lo
stesso orizzonte astronomico, pure essendo in opposti emisferi;
sono cioè agli antipodi (cfr. c. II, 1 segg.). Per cui vedrai
che
l'eclittica (" la strada ") che Fetonte mal seppe
percorrere col carro
(cfr. Inf. c. XVII, 107) necessariamente (" convien ")
va, rispetto
al Purgatorio (" costui ") da un lato (" fianco
") mentre rispetto al
monte Sion (" colui ") va dall'altro.
76. unquanco: mai prima d'ora.
79. che 'l mezzo cerchio: che il
cerchio mediano dell'intero
movimento celeste, in astronomia ( " in alcun'arte " )
chiamato
Equatore, e situato sempre tra l'inverno e il sole (infatti
quando
in un emisfero è inverno il sole si trova ad di là
dell'Equatore), per
la ragione che tu affermi, di qua (" quinci ") si
allontana verso
settentrione tanto quanto gli Ebrei lo vedevano allontanarsi da
Gerusalemme verso mezzogiorno (" la calda parte ").
90. e men fa male: meno tormentosa
è l'ascesa.
93. com'a seconda: come seguendo
la corrente.
99. avrai distretta: avrai
necessità.
105. negghienza: pigrizia.
106. lasso: stanco.
111. serocchia: sorella (cfr. lat.
sororcula).
116. m'avacciava: mi affrettava
ancora un poco la respirazione ("
lena ").
119. Hai ben veduto:
l'interlocutore si fa gioco di Dante.
123. Belacqua: è un contemporaneo
di Dante, del quale si sa
pochissimo: era liutaio e forse musico.
125. quiritto: appunto qui.
126. lo modo usato: la consueta
pigrizia.
128. a' martìri: all'espiazione.
132. perch'io 'ndugiai : le anime
dei negligenti sono costrette ad
attendere nell'Antipurgatorio per tanto tempo quanto vissero in
Terra.
134. che in grazia viva: che viva
nella grazia di Dio.
135. l'altra: la preghiera di chi
non sia in grazia di Dio.
137. è tòcco: è ormai
mezzogiorno e nel nostro emisfero la notte
ha raggiunto il Marocco.
Presentato da Luigi Minnaja