2. nel dolce *frui*: nel dolce godimento (cfr. lat. "frui", qui
sostantivo).
3. conserte: unite insieme.
4. rubinetto: rubino.
7. testeso: testè, ora.
9. compreso: concepito da nessuna fantasia.
10. parlar lo rostro: il becco dell'aquila parlò in prima
persona, mentre il pensiero (" concetto ") rispondeva al " noi
" e al " nostro ", essendo formato collettivamente in tutti gli
spiriti.
15. a disio: da alcun desiderio.
18. commendan lei: esaltano essa memoria, ma non ne
seguono l'operare (" la storia " ).
23. pur uno: uno solo. Cioè, una sola voce paragonata
all'odore, come gli spiriti son paragonati ai fiori.
28. Ben so: io so bene che, se in cielo la giustizia divina si
specchia nell'ordine angelico dei Troni ( " altro reame " ) al
quale è affidato il cielo di Saturno, tuttavia il vostro, di
Giove, conosce senza veli questa giustizia.
34. cappello: cappuccino di cuoio, che i falconieri
imponevano al rapace, per conservarlo tranquillo.
38. contesto: contessuto, formato.
40. Colui che volse il sesto: Dio, che fece roteare il
compasso segnando i confini dell'universo (" lo stremo del
mondo ").
43. suo valor: la sua virtù, in modo che il suo concetto non
rimanesse infinitamente superiore ad ogni cosa creata.
46. 'l primo superbo: Lucifero, che fu la sintesi ( " somma " )
di ogni creatura.
47. cadde acerbo: peccò senza aver potuto ricevere la
sapienza che poi toccò agli altri angeli.
50. è corto recettacolo: non ha capacita sufficiente a
concepire quel bene infinito e incommensurabile.
52. vostra veduta: la vista della nostra mente, cioè l'intelletto.
55. da sua natura: per la sua natura, che è finita, non può
essere tanto possente " che non debba riconoscere essere il
suo principio molto di là da quello che le apparisce " (Barbi).
59. la vista: la visione che gli uomini hanno, ricevendola da
Dio.
61. da la proda: da riva scorge il fondo, in alto mare no.
63. èli : evvi, vi è (li = vi).
64. Lume non è: non v'è altro mezzo di conoscerla all'infuori
della Rivelazione.
67. la latebra: il nascondiglio.
69. crebra: frequente, assillante.
72. legga: insegni (cfr. c. X,137 e l'ital. lettore nelle
Università).
75. in vita o in sermoni: in opere o in parole. E' frase biblica:
" Vir potens in opere et sermone " (Luca, XXIV, 19).
79. a scranna: in cattedra, come giudice.
81. spanna: un palmo (cfr. Inf. VI, 25).
82. meco s'assottiglia: rivolge sottili considerazioni in merito alla
giustizia divina, di cui io sono l'immagine.
86. La prima volontà: la volontà di Dio, che è sempre buona.
88. consuona: è conforme; insomma, soltanto ciò che è
conforme alla divina volontà è giusto e anche buono.
93. quel ch'è pasto: quello, dei figli, che è pasciuto.
98. le mie note: il mio canto che tu non comprendi.
100. Poi: poiché (cfr. Purg. c. X, 1).
101. nel segno: l'aquila, che i Romani portavano come
insegna.
105. ch'el si chiavasse: che egli fosse inchiodato alla croce.
107. men *prope*: meno vicino; è un latinismo.
109. l'Etiòpe: in generale, per i non Cristiani.
110. i due collegi: le due schiere, che si dividevano al
momento del Giudizio, beati e reprobi (" inope ", povero di
grazia; cfr. lat. "inops").
112. li Perse: i Persiani, in generale, come al v. 109, per non
Cristiani.
114. suoi dispregi: le loro azioni spregevoli. Dante insiste
sulla necessità delle opere, che accompagnino la Fede.
115. tra l'opere d'Alberto: tra le imprese di Alberto
d'Asburgo, quella che sarà scritta sul libro divino e per la quale
il regno di Boemia (" di Praga ", la capitale) sarà devastato
(" diserto ").
118. il duol: il dolore arrecato alla Francia ( " Senna " ), con i
suoi falsi, da Filippo il Bello, che sarà ucciso da un cinghiale
(" cotenna ") durante una caccia. L'accusa è di aver falsificato
la moneta francese (apprestando una lega d'oro inferiore al
valore nominale) con grave danno economico per il Paese, pur di
procurarsi i mezzi necessarii alla guerra contro la Fiandra.
122. lo Scotto e l'Inghilese folle: che rende pazzi i re di
Scozia e d'Inghilterra, tanto che nessuno dei due potrà sopportare
di rimanere entro i propri confini. Si tratta di Roberto Bruce
di Scozia ed Edoardo I d'Inghilterra, in lotta tra loro sino al 1307.
Ma poiché il secondo, in Purg. VII 132, è ben visto, molti
preferiscono vedere nell'"Inghilese" Edoardo II, successore dal
1307; il quale pure regnò in ritardo rispetto ai tempi considerati
dall'Aquila.
125. quel di Spagna...quel di Boemme: Ferdinando IV, re di Castiglia, l'uno e
Venceslao IV di Boemia, (" Boemme "), l'altro.
127. Ciotto: zoppo; è Carlo II, re di Napoli, cui spettava
anche il titolo di re di Gerusalemme. Le sue buone azioni
saranno segnate con la cifra indicante l'unità (la I romana) e
le sue malefatte con il segno delle migliaia (l'" emme ").
131. l'isola del foco: la Sicilia, dove, a Trapani, morì
Anchise, padre di Enea. Quegli che " guarda l'isola " è
Federico II.
134. lettere mozze: abbreviature, che consentiranno di
annotare molte cose in un piccolo spazio.
137. del barba: dello zio (" barba " è voce settentrionale,
usata in tal senso) di Federico, cioè Giacomo re di Maiorca e
" del fratel ", cioè Giacomo II, re di Sicilia.
138. bozze: disonorate.
139. quel di Portogallo: Dionisio l'Agricola; "di Norvegia":
Acone VII Gambalunga; "di Rascia": Stefano Urosio II
Milutino, re di Rascia (che comprendeva parte della
Dalmazia, della Croazia, della Bosnia e della Serbia).
Falsificò le monete di Venezia ( " Vinegia " ).
144. del monte: dei Pirenei.
145. per arra: come anticipazione
146. Niccosìa e Famagosta: città dell'isola di Cipro, i cui
abitanti si lamentano e levano rimproveri ("garra" cfr.
Inf. c.XV, 92) a causa del loro re (" lor bestia ") Arrigo II di
Lusignano, d'origine francese, che non si scosta dal fianco
degli altri cattivi governanti.

Presentato da Luigi Minnaja