1.
verbo: "L'intimo concetto della mente
dicesi verbo " (San Tommaso, cfr. "Summa Theol",
I, 34, 1).
3. col dolce l'acerbo: con la
promessa della fama l'amarezza
della predizione.
6. disgrava: allevia il peso di
ogni ingiustizia.
9. l'abbandono: l'ometto, lo
tralascio.
11. per la mente: per la memoria
che non può tornare
indietro.
16. 'l piacere: l'aspetto divino
che raggia di eterna luce.
23. ne la vista: nell'espressione
degli occhi, quando sia così
intensa da rapire completamente l'anima.
25. folgòr santo: Cacciaguida,
che accenna a parlare ancora.
28. quinta soglia: il quinto
cielo, quello di Marte.
33. sì ch'ogne musa: sì che ogni
musa ne sarebbe ricca
d'ispirazione.
35. l'atto: il lampeggiare della
folgore.
38. Iosuè: condottiero ebreo,
successe a Mosè e conquistò la
terra promessa.
40. Macabeo: Giuda Maccabeo
liberò gli Ebrei dal giogo
del re di Siria, Antioco Epifane.
42. e letizia: e la letizia moveva
quell'anima, come la corda
(" ferza ") fa muovere la trottola (" paleo
")
43. Carlo Magno: il famoso re dei
Franchi (742-814), restauratore
dell'idea imperiale, col Sacro Romano Impero, e campione
della fede contro Longobardi e Saraceni. Orlando: è il nipote
di Carlo Magno, uno dei suoi più celebri paladini.
46. Guiglielmo...: è il duca
d'Orange; combatté contro i
Saraceni, tra i quali riuscì a convertire Rainouart, cui diede
in
moglie una sua figliola. Morì monaco nell'812. Gottifredi è
Goffredo di Buglione,
condottiero della prima Crociata, morto re di Gerusalemme nel
1100. Roberto, detto il Guiscardo, duca di Puglia e di Calabria,
figliodi Tancredi d'Altavilla, combatté con successo i Saraceni
e i Bizantini. Morì nel 1085.
49. mota e mista: essendosi
spostata e unita alle altre,
l'anima di Cacciaguida (" che m'avea... ") mi mostrò
quanta e
quale fosse la sua beatitudine, nel coro dei beati.
53. il mio dovere: cosa fare.
57. l'ultimo solere: l'ultimo
atteggiamento e gli altri in cui
era solita apparire. Solere è sostantivo.
62. avea cresciuto l'arco: aveva
acquistato un più ampio
volgere. E' salito, cioè, ad un cielo superiore, quello di
Giove.
64. 'l trasmutare: il mutamento,
in breve spazio di tempo, sul
volto di una donna che dal rossore, causato da vergogna,
torna ad assumere il normale incarnato.
68. temprata stella sesta: il
cielo di Giove, il sesto, è più
chiaro e luminoso del " roggio " Marte.
72. segnare: disporsi come i
segni, le lettere della nostra
lingua.
74. congratulando: lieti di
essersi pasciuti.
79. a sua nota: secondo
l'andamento del canto.
82. diva Pegasea: la Musa, così
detta dal fonte Pegaseo
sull'Elicona, scaturito in seguito a un calcio di Pegaso, il
cavallo di Perseo.
84. ed essi teco: ed essi ingegni,
col tuo favore ( " teco " ),
rendono gloriose ed immortali le città e i regni.
88. cinque volte sette:
trentacinque tra vocali e consonanti.
91. primai: primi, sezzai: ultimi.
Diligite, ecc. sono le parole
con le quali comincia il libro della "Sapienza",
attribuito a
Salomone: "Amate la giustizia, voi che giudicate la
terra".
96. distinto: segnato da una
lettera d'oro.
98. il colmo de l'emme: la parte
superiore della lettera, che
deve essere maiuscola gotica, quale è nella scrittura
epigrafica; così che non presenta gli angoli del carattere
latino.
102. onde li stolti: da cui il
volgo trae pronostici.
107. la testa e 'l collo: la parte
superiore di un'aquila. Ciò è
comprensibile, considerando la forma della M epigrafica.
112. L'altra beatitudo: l'altra
schiera di beati, scesa a
sormontare la M (v.97), conferendole l'aspetto di un giglio.
114. con poco moto: con brevi
spostamenti, assecondò la
figura dell'aquila (" la 'mprenta " ).
118. la mente: Dio.
120. il fummo: l'influsso che
offusca il tuo raggio.
121. un'altra fiata: come quando
Cristo scacciò i mercanti dal
tempio di Gerusalemme, è ormai tempo di cacciare i
simoniaci dalla Chiesa, tempio che fu costruito coi miracoli
(" segni ") e coi martìri.
128. togliendo... lo pan :
interdicendo l'accostarsi al pane
eucaristico, mediante la scomunica.
130. Ma tu: si rivolge a papa
Giovanni XXII, papa dal 1316 al 1334,
quindi regnante al tempo in cui furono scritti questi versi,
famoso per il costume di scrivere bolle di scomunica, e di
cancellarle
poi dietro compenso in denaro.
134. a colui: a San Giovanni
Battista, vissuto nel deserto e
morto decollato, per un capriccio della danzatrice, figlia di
Erodiade, che ne aveva chiesto la testa, come compenso per
la danza (" per salti ") eseguita davanti ad Erode.
L'immagine
di San Giovanni era impressa sul fiorino fiorentino, moneta
di cui Giovanni XXII era particolarmente avido, tanto che,
come narra G. Villani, alla sua morte ne lasciò venticinque
milioni.
136. il pescator: San Pietro; Polo
è San Paolo.
Presentato da Luigi Minnaja