3.
la santa mola: la corona di spiriti.
6. colse: unì (cfr. lat.
colligere).
9. quanto: quanto il primo raggio
supera in luminosità quello
da esso riflesso ( " ch'e' refuse " ).
11. due archi: due arcobaleni,
simboleggiati da Iride,
l'ancella alla quale Giunone dà ordine (" iube", cfr.
lat.
"iubeo").
14. a guisa: come l'eco, cioè
come la voce di quella ninfa,
Eco, che si consumò d'amore per Narciso come il sole
consuma e dissipa le nebbie (" vapori ").
17. per lo patto: secondo il
racconto biblico, l'arcobaleno è
il segno visibile della promessa che Dio fece a Noè
garantendo che mai più sarebbero tornate le acque del
diluvio.
21. l'estrema a l'intima: quella
esterna a quella esterna.
26. al piacer che i move: secondo
il piacere di chi li muove.
27. insieme: gli occhi si aprono e
si chiudono
contemporaneamente.
29. l'ago a la stella: l'ago
magnetico alla stella polare.
32. de l'altro duca: san Domenico,
in virtù del quale qui ("
ci") si parla tanto bene della mia guida ( " duca
" ): San
Francesco. Infatti lodare San Domenico è come lodare San
Francesco e viceversa (cfr. c. XI, 40-42).
37. sì caro: così a caro prezzo
venne armato contro il
peccato: cioè con la morte di Cristo.
45. si raccorse: si ravvide (da
"raccorgersi": ravvedersi).
46. In quella parte: nella parte
occidentale d'Europa, dove
spira lo Zefiro, vento di ponente.
49. percuoter de l'onde: il golfo
di Guascogna.
51. lo sol talvolta: nel solstizio
d'estate.
52. Calaroga: cittadina della
Vecchia Castiglia, (oggi
Calaruega), protetta dallo
scudo del re di Castiglia, nei cui quattro quarti sono
rappresentanti un leone e un castello alternativamente nel
quarto superiore ( " soggioga " ) e in quello inferiore
( "
soggiace " ).
55. drudo: amante. Tale vocabolo
si usava anche in senso
buono.
58. repleta: riempita, colma.
60. lei fece profeta: la madre di
San Domenico, prima di
darlo alla luce, sognò che da lei sarebbe nato un cane bianco
e nero con una fiaccola in bocca: simbolo dell'abito dei
domenicani, della fedeltà alla Chiesa e della viva fede che
avrebbe infiammato i seguaci dell'Ordine.
63. di mutua salute: col Battesimo
(" le sponsalizie ")
Domenico acquistò la possibilità della vita eterna, e la fede
guadagnò la salvezza dalle eresie.
64. la donna: la madrina sognò il
bambino recante una stella
in fronte, simbolo del " mirabile frutto " che doveva
nascere
dalla predicazione di lui e dei suoi eredi.
67. in costrutto: nella struttura
del nome.
69. del possessivo:
"Dominicus" è possessivo di "Dominus" e
vale: "uomo del Signore".
71. l'agricola: il buon
coltivatore. E' un latinismo.
75. al primo consiglio: l'amore
della povertà.
78. a questo: alla vita umile.
79. Felice: di nome e di fatto.
Felice di Guzmàn, genitore di
Domenico, con la moglie Giovanna d'Asa.
80. Giovanna: etimologicamente
vale: "favorita dalla grazia
di Dio".
82. mo: adesso, ora (cfr. Inf. c.
XXIII, n. 4).
83. Ostiense... Taddeo: Enrico di
Susa, vescovo di Ostia,
scrisse un'apprezzata "Summa" di diritto canonico;
Taddeo
d'Alderotto, fiorentino, fu maestro nell'arte medica. Il
concetto richiama quello del c. XI, v. 4.
84. manna: il cibo spirituale
86. a circuir la vigna: a far la
guardia alla vigna del Signore,
alla Chiesa, che presto si dissecca (" imbianca ") se
il
coltivatore è incapace.
88. E a la sedia: alla Santa Sede,
che nel passato (" già ") fu
più benigna d'ora verso i poveri.
91. non... addimandò: non chiese
di spendere in opere pie un
terzo o la metà soltanto ( " o due o tre per sei " )
delle
somme a ciò destinate, non chiese le rendite del primo
beneficio che si fosse reso vacante, non le decime, che sono
dei poveri del Signore.
95. per lo seme: in favore di
quella fede che ha dato tanti
santi (" piante "), ventiquattro dei quali sono qui
intorno a te
(" ti fascian ").
98. con l'officio appostolico: con
approvazione pontificia.
103. diversi rivi: altri
predicatori.
105. arbuscelli: i fedeli, piante
dell'orto della fede.
108. civil briga: la lotta tra
fedeli ed eretici è come una
guerra civile.
110. l'altra: l'altra ruota è San
Francesco, di cui ha parlato
San Tommaso (" Tomma ").
112. Ma l'orbita: ma la traccia
segnata in terra da San
Francesco che fu la "parte somma", cioè la più eterna
della
ruota, quella a contatto col suolo, è abbandonata.
114. la gromma: incrostazione
lasciata dal vino nelle botti,
che vale a conservare il contenuto, mentre la muffa lo
guasta.
116. volta: sulla opposta via, che
muove il piede davanti
verso quello di dietro. Cioè va a ritroso.
119. quando il loglio: quando i
peggiori tra i Francescani
saranno stati cacciati dalla Chiesa. Si allude forse alla bolla
"Gloriosam Ecclesiam" di papa Giovanni XXII, con la
quale i
frati degeneri furono scomunicati, ed in cui ricorre la parola
"arca" per designare la Chiesa.
123. I' mi son quel ch'i' soglio:
son quale solevo essere.
Cioè esistono ancora buoni frati.
124. ma non fia da Casal: si
allude ad Ubertino da Casale,
capo dei Frati Spirituali, che nel 1317 fu costretto a
lasciare l'Ordine; e a Matteo d'Acquasparta, Ministro
Generale dell'Ordine Francescano, di tendenza conventualista
e responsabile del rilassamento subìto, nell'osservanza, dagli
appartenenti alla regola.
125. a la scrittura: alla regola
di San Francesco, che uno,
Matteo, la fugge e l'altro, Ubertino, la esaspera (" coarta
").
127. Bonaventura: Bonaventura da
Bagnoregio (1221-1274), al
secolo Giovanni Fidanza, generale dei Francescani dal 1257
e cardinale dal 1273. Morì a Lione. Fu tra i più insigni
teologi
della corrente mistica; fu detto "Doctor Seraphicus".
129. la sinistra cura: la
preoccupazione dei beni temporali.
130. Illuminato e Augustin: frate
Illuminato da Rieti e frate
Agostino d'Assisi, furono tra i primi seguaci di San
Francesco.
133. Ugo da San Vittore: vissuto
fra il 1097 e il 1141,
insegnò nel convento da cui prese il nome. Scrisse opere
di filosofia e di mistica.
134. Pietro Mangiadore:
latinamente Petrus Comestor; è Pietro
di Troyes, teologo francese, cancelliere dell'Università di
Parigi.
Morì nel 1179. Pietro Ispano, o Spano, nato a Lisbona nel 1226,
divenne papa nel 1226 col nome di Giovanni XXI; morì nel crollo
della sua casa a Viterbo, nel 1277. Scrisse le "Summulae
logicales",
in dodici libri (" libelli ").
136. Natàn: è il profeta biblico
che rimproverò i suoi peccati
al re David.
137. Crisostomo: San Giovanni
d'Antiochia (345 ca.-407), celebre
per la sua eloquenza. Fu patriarca (" metropolitano ")
di
Costantinopoli. Anselmo d'Aosta (1033-1109), fu arcivescovo di
Canterbury e autore di grandi opere teologiche, tra cui il
"Monologium" e "Cur Deus homo?". Elio Donato
(sec. IV), fu maestro
di San Girolamo e compose un'"Ars gramatica" che, per
secoli, fu testo fondamentale per lo studio del latino. La
grammatica era la prima delle sette arti liberali in cui nel
Medio Evo si divideva tutta la scienza.
139. Rabano: Rabano Mauro
(76-856), letterato enciclopedico,
benedettino nel monastero di Fulda dove fu discepolo di Alcuino,
arcivescovo di Magonza. Fu autore di opere d'esegesi biblica.
140. Giovacchino: Gioacchino da
Fiore, nato a Celico,
presso Cosenza (" calavrese ") attorno al 1130. Fondò
l'Ordine
Florense, sui monti della Sila. Commentò l'Apocalisse e
interpretò liberamente le Scritture, propugnando una
rigenerazione
totale della Chiesa in concomitanza col profetato avvento della
terza età, quella dello Spirito Santo. Morì nel 1202.
142. inveggiar: invidiare.
144. 'l discreto latino:
l'assennato linguaggio.
Presentato da Luigi Minnaja