1. Clemenza: nome della moglie di Carlo Martello ed anche
della figlia, sposa, nel 1315, di Luigi X di Francia, alla quale
qui Dante si rivolge, secondo alcuni, dato che la moglie di
Carlo era morta nel 1295, mentre la figlia, nel 1300, ancora
viveva. Purtuttavia " Carlo tuo " è "appellativo
essenzialmente coniugale " (Del Lungo).
5. pianto: giusto castigo.
8. al Sol: a Dio.
10. fatture: creature.
15. significava: manifestava con l'accrescere la sua
luminosità esteriore.
21. in te rifletter: far giungere a te, senza esprimerlo, il mio
pensiero, riflesso da Dio.
24. giova: piace (cfr. lat. "iuvat").
26. tra Rialto: tra Venezia e i monti dai quali discendono il
Brenta e il Piave: è la Marca Trevigiana.
28. un colle: il colle di Romano, ove sorgeva il castello degli
Ezzelini.
29. una facella: il tiranno Ezzelino III da Romano (cfr. Inf.
c. XII, n. 107), che causò gravi danni alla regione. .
31. D'una radice: dai medesimi genitori.
32. Cunizza: figlia di Ezzelino II e di Adelaide di Mangona
(circa 1198-1279). Sposò, nel 1222, Riccardo di San Bonifacio, ma lo
abbandonò con la complicità di Sordello, che sembra
amasse appassionatamente. Anche se è concordemente
ricordata come donna di grande lascivia, tuttavia trascorse a
Firenze, ospite dei Cavalcanti, i suoi ultimi anni, volgendo a
Dio l'amore prima rivolto alle cose mondane.
34. indulgo: perdono.
36. che parria: il che potrebbe sembrare incomprensibile a
voi uomini. I beati ricordano il male passato solo come
un fatto a sè stante, che non li tocca, un dato di conoscenza
oggettiva (cfr. Purg. c. XXVIII, 127 e segg.).
37. luculenta: assai splendente.
40. questo centesimo anno: il 1300; s'incinqua: si moltiplica
cinque volte; il cinque ha il valore generico di molte volte.
Cioè: la fama di quel luminoso gioiello (" gioia "), lo spirito
che più è vicino a Cunizza, durerà ancora a lungo.
42. relinqua: lasci dopo di sè altra vita, quella della fama.
43. la turba presente: la popolazione della Marca
Trevigiana.
46. ma tosto fia: ma presto accadrà che Padova muterà col
sangue dei suoi l'acqua del Bacchiglione, che bagna
Vicenza, perché i suoi cittadini sono restii a compiere il loro
dovere. Cioè nel 1314, quando i Guelfi padovani di Iacopo da Carrara
furono sconfitti dai Ghibellini di Vicenza alleati con
Cangrande della Scala.
49. e dove Sile: a Treviso, dove il Sile e il Cagnano si
uniscono, signoreggia Rizzardo da Camino e già si va
tessendo la rete (" ragna ") in cui dovrà cadere, quando nel
1312 verrà assassinato da una congiura guelfa.
52. Piangerà Feltro: Feltre piangerà la colpa (" difalta ") del
so vescovo Alessandro Novello, che nel 1314 consegnerà alcuni
fuorusciti ferraresi, suoi ospiti, con un tradimento tale che
mai, per simile colpa, si entrò nella prigione di Bolsena ( "
Malta " ) dove venivano rinchiusi " li chierici dannati senza
remissione " (Buti).
55. Troppo: troppo grande bigoncia ci vorrebbe per misurare
il sangue dei Ferraresi traditi. L'oncia è unità di misura in
uso nel'Italia settentrionale, e corrisponde a circa 30 grammi.
59. per mostrarsi di parte: per essere ligio alla fazione
guelfa, il vescovo consegnò gli ospiti a Pino della Tosa.
61. Sù sono specchi: nell'Empireo c'è un ordine di angeli che
voi chiamate Troni, i quali, come specchi, riflettono a noi il
giudizio di Dio.
67. L'altra letizia: l'altro spirito lieto, cui ha accennato
Cunizza (cfr. v. 37 e segg.).
69. balasso: il balascio è una specie di rubino.
70. Per letiziar: per il fatto che si prova letizia in cielo, si
acquista in luminosità, cosi come in terra si assume un
atteggiamento ridente; ma in terra si prova anche tristezza,
per cui l'aspetto si oscura.
73. s'inluía: s'immedesima in lui.
75. fuia: ladra (di sè a te).
78. che di sei ali: che si ammantano di sei ali (" coculla " =
abito monacale). Sono i Serafini, che, secondo la Bibbia
avevano sei ali.
81. s'io m'intuassi: s'io potessi immedesimarmi in te, come tu
t'immedesimi in me (" t'inmii ").
82. La maggior valle: il Mediterraneo, il maggior
avvallamento terreste in cui si versa l'acqua che esce fuori
dell'Oceano ( " quel mar " ).
86. che fa meridiano: " che ad una estremità ha per
meridiano il cerchio che per l'altra è orizzonte" (Grabher).
88. litorano: nativo della costa, tra l'Ebro, in Spagna, e la
Magra, fiume di confine tra Liguria e Toscana.
92. Buggea: la baia di Bougie, in Algeria, vede il sole al
tramonto (" occaso " ) e al sorgere ( " orto " ) quasi
contemporaneamente alla terra dov'io nacqui, cioè
Marsiglia, che vide il suo porto rosseggiare del sangue dei
miei concittadini, quando Bruto ne fece strage perché ribelli
a Cesare (cfr. Purg. XVIII, 102).
94. Folco: è Folchetto (Foulquet) di Marsiglia, trovatore provenzale
nato nella seconda metà del sec. XII. Ebbe una vita ricca di
avventure sentimentali, e cantò Azalais, moglie del visconte Barral du Bauxsi. Fattosi monaco, divenne vescovo di Tolosa, adoperandosi nella persecuzione dell'eresia albigese.
Morì nel 1231.
97. la figlia di Belo: Didone, recando dolore a Sicheo, suo
defunto marito e a Creusa, di cui Enea, da lei amato, era
vedovo.
99. al pelo: al colore dei capelli, cioè nel tempo della
giovinezza.
100. Rodopea: Fillide, nata in Tracia presso il monte
Rodope, che si uccise perché abbandonata da Demofoonte,
figlio di Teseo.
101. Alcide: Ercole, discendente da Alceo, quando
s'innamoro dl Iole, figlia del re di Tessaglia, Eurito.
108. per che: per il cui conseguimento i cieli (" 'l mondo di
sù ") fan girare le creature ( " quel di giù " ) secondo i loro
influssi.
114. mera: pura, cristallina.
116. Raab: è la meretrice di Gerico, che accolse nella
propria casa gli esploratori di Giosuè, favorendo la
conquista della città da parte degli Ebrei.
117. si sigilla : si impronta nel massimo fulgore.
118. l'ombra: il cono d'ombra proiettato dalla terra nello
spazio.
121. per palma: quale insegna.
123. con l'una...: con la Crocifissione, sacrificio
simboleggiato dalle palme forate di Cristo.
127. La tua città: Firenze è come pianta nata dal seme di
Lucifero (" colui... che pria... ").
130. il maladetto fiore: il fiorino d'oro.
134. ai Decretali: i libri di Diritto Canonico e delle costituzioni pontificie,
così che appare dai loro margini (" vivagni ") gualciti. Tali libri
insegnavano a procurarsi cariche più o meno onorifiche.
138. Gabriello: l'Arcangelo che a Nazareth pronunciò le
parole dell'Annunciazione, con l'ali distese in atto di
riverente adorazione.
141. a la milizia: alle schiere dei primi cristiani e dei primi
martiri.
142. tosto libere fien: sembra un richiamo all'avvento del
Veltro (cfr. Inf. c. I, 100 e segg.). "Avoltero" sta per "adulterio".

Presentato da Luigi Minnaja