1.
l'aquila: simbolo dell'autorità imperiale.
2. contr'al corso del ciel:
dall'occidente (Roma) all'oriente
(Bisanzio), mentre il cielo si muove da oriente ad occidente.
3. dietro a l'antico: al seguito
di Enea, che prese in moglie
Lavinia, dando origine alla stirpe romana.
4. l'uccel di Dio: l'Aquila. Si
ricordi che Dante credeva nella
santità dell'Impero (cfr. Inf. c. II, 16 e segg.), perciò il
simbolo imperiale è detto " di Dio ".
5. ne lo stremo d'Europa:
all'estremità orientale d'Europa, a
Bisanzio, presso i monti della Troade, dai quali prese le
mosse al seguito di Enea. Cronologicamente, l'impero ebbe
sede a Bisanzio dal 330 e Giustiniano fu incoronato nel 527;
tra le due date corrono 197 anni, perciò l'affermazione del v.
4 (" cento e cent'anni e più") non è esattissima.
10. Iustiniano: imperatore, nato
il 482 e morto il 565;
raccolse in un "Codex" e in un "Digestum" la
legislazione romana, titolo
questo che lo rese degno della massima reverenza agli occhi
di Dante.
13. a l'ovra: al riordinamento
delle leggi.
14. una natura: allude all'eresia
di Eutiche, detta
monofisita, perché ammetteva in Cristo la sola nature
divina. Ma di tale eresia fu seguace non Giustiniano, come si
credeva nel Medio Evo, ma sua moglie Teodora.
16. 'l benedetto Agapito:
pontefice dal 533 al 536, si recò a
Bisanzio per mediare la pace tra Giustiniano e il re degli
Ostrogoti, Teodato.
21. ogni contradizione: in ogni
contraddizione esserci una
tesi vera e l'altra falsa.
24. l'alto lavoro: è sempre la
raccolta delle leggi; ma essa era
già al termine quando Agapito I fu assunto al soglio
pontificio. Le varie inesattezze cronologiche sono da
imputare a Martin Polono, fonte di Brunetto Latini, che
Dante seguì.
25. Belisar : Belisario (490-565),
grande condottiero,
nipote e generale di Giustiniano sconfisse gli Ostrogoti e i
Vandali.
Fu mal ricompensato da Giustiniano, che lo fece imprigionare. Ma
Dante ignora
questi particolari.
27. posarmi: aver posa dalle cure
della guerra.
28. a la question prima: alla
prima domanda: " non so chi tu
se' " (cfr. canto precedente, v.127).
29. sua condizione: il tono di
essa risposta.
31. con quanta ragione: è
ironico: quanto a torto.
36. Pallante: figlio di Evandro,
re del Lazio, alleato di Enea,
morì combattendo contro Turno, re dei Rutuli.
37. el fece in Alba...: l'aquila
imperiale dimorò in Alba
Longa, città del Lazio, fondata da Ascanio, figlio di Enea.
39. i tre a' tre: i tre Orazi
romani, e i tre Curiazi albani. Roma
era già stata fondata.
40. dal mal de le Sabine: dal
ratto delle Sabine alla violenza
subita da Lucrezia, che segnò la caduta dell'ultimo re,
Tarquinio il Superbo.
44. Brenno: capo dei Galli, vinto
da Camillo; Pirro è il re
dell'Epiro, alleato dei Tarantini.
46. Torquato: Tito Manlio
Torquato, vincitore dei Galli e
dei Latini. Quinzio è il vincitore dei Sabini, degli Equi e dei
Volsci, uomo di semplicissimi costumi: fu soprannominato
Cincinnato per le sue chiome sempre arruffate (" cirro =
negletto " cfr. lat. cirrus, cincinnus = ricciolo). In
realtà
"cincinnatus" significa semplicemente
"ricciuto": l'inesattezza,
in cui incorse anche Petrarca, risale alle
"Derivationes" di
Uguccione da Pisa.
47. i Deci e' Fabi: Decio Mure,
suo figlio e il nipote, si
sacrificarono per la patria romana; la famiglia dei Fabi diede
un notevole contributo di uomini alla causa romana, dai
trecento morti nella guerra contro Veio a Fabio Massimo il
temporeggiatore.
48. mirro: consacro con la mirra.
Il Buti interpreta: "miro",
"ammiro".
49. Aràbi: gli abitanti
dell'Africa Settentrionale, che
seguirono Annibale; cioè i Cartaginesi.
51. di che tu labi: dalle quali
discendi (cfr. lat. "labi").
53. Scipione: Scipione Africano
maggiore, quando combatté
contro Annibale al Ticino, contava 17 anni. Trentatreenne,
sconfisse Annibale a Zama. Pompeo a 25 anni conseguì il
trionfo.
54. parve amaro: il segno
dell'aquila parve amaro, al colle di
Fiesole, sovrastante Firenze, perché, secondo una
leggenda, i Romani distrussero Fiesole stessa, dove si
sarebbero rifugiati i resti dell'esercito di Catilina (cfr. Inf.
c.
XV, 61 e Par. c. XV, 126).
57. il tolle: lo impugna per
volontà di Roma, non come
usurpatore.
58. da Varo infino a Reno: i due
fiumi posti a confine della
Gallia transalpina.
59. Isara...: l'Isère, la Loira e
la Senna e il territorio
attraversato dal Rodano. Allusione alle guerre galliche.
62. e saltò Rubicon: Cesare,
reduce della Gallia, si era
attestato a Ravenna, prima di attraversare il Rubicone.
64. Inver' la Spagna: contro i
legati di Pompeo: Petreio,
Afranio e Varrone.
65. ver Durazzo: nell'Illiria,
donde a Farsalo, in Tessaglia,
riportò la vittoria decisiva sui Pompeiani.
66. al Nil caldo: anche in Egitto
si sentì dolore del colpo, in
quanto Pompeo, in fuga, sbarcato in quella terra, fu fatto
uccidere a tradimento dal re Tolomeo.
67. Antandro e Simeonta: città
della Frigia la prima, fiume
della Troade il secondo, caratterizzano i luoghi donde
l'aquila si mosse al seguito di Enea
68. dov'Ettore si cuba: la Troade,
dove Ettore giace, si trova
in Asia Minore.
69. e mal per Tolomeo: con danno
di Tolomeo, al quale
Cesare tolse il regno, per affidarlo alla sorella di questi,
Cleopatra.
70. a Iuba: contro Giuba, re di
Mauritania, partigiano di
Pompeo; lo sconfisse a Tapso.
71. nel vostro occidente: in
Spagna, che per voi Italiani si
trova ad occidente, dove risonava la tromba di guerra ("
tuba
") dei Pompeiani guidati dai figli di Pompeo che Cesare
sconfisse a Munda.
73. baiulo: portatore. Si tratta
di Ottaviano, il quale, a
Filippi, vendicò la morte di Cesare, battendo Bruto e
Cassio, per i quali, cfr. Inf. XXXIV, 55 e segg.
75. e Modena e Perugia: presso
Modena, Antonio fu
sconfitto da Ottaviano; Perugia fu saccheggiata perché vi si
trovavano rifugiati i congiunti di Antonio.
76. Cleopatra: creata regina
d'Egitto da Cesare, seguì il
partito di Antonio, ma ad Azio, sconfitta e inseguita da
Ottaviano, si diede la morte lasciandosi mordere da un
serpente (" colubro " cfr. lat. "coluber").
79. al lito rubro: al mar Rosso
(cfr. lat. "ruber"),
conseguentemente alla conquista dell'Egitto.
81. Giano: il tempio ("
delubro " cfr. lat. "delubrum") di Giano
aveva le porte aperte durante lo stato di guerra. Quando,
sotto Augusto, le porte furono chiuse un tale avvenimento
non si verificava da oltre duecento anni.
83. fatturo: sul punto di fare. E'
un latinismo.
86. al terzo Cesare: a Tiberio.
90. gloria...: la gloria di
compiere la giusta punizione ("
vendetta "), con la morte del Cristo, atta a placare l'ira
concepita per il peccato di Adamo. Infatti, solo il sacrificio
dell'uomo-Dio poteva riscattare quella colpa, e fu gloria
dell'Impero che Dio affidasse propio ad un tribunale romano
il compito di condannare Cristo, compiendo così la
punizione del peccato originale.
92. a far vendetta corse: nel 70,
Tito conquistò
Gerusalemme, compiendo così la vendetta della morte di
Cristo che era stata a sua volta vendetta del peccato
originale. L'apparente contraddizione sarà spiegata nel canto
seguente.
95. sotto le sue ali: sotto le ali
dell'aquila, ovvero
dell'autorità imperiale. Naturalmente, Carlo Magno non era
ancora imperatore, quando soccorse la Chiesa attaccata dai
Longobardi, ma Dante lo considera tale, quasi inviato dalla
Provvidenza.
98. di sopra: cfr. n. 31-33.
100. i gigli gialli: i gigli d'oro
della casa di Francia; allude
agli Angioini di Napoli, allora alla testa del partito guelfo;
l'altro, cioè il partito ghibellino, si appropria dell'aquila
("
quello ") come distintivo di parte, così che è arduo
decidere
chi sia in maggior colpa.
104. quello: il segno dell'aquila.
106. esto Carlo novello: Carlo II
d'Angiò, detto " novello "
in confronto a suo padre, Carlo I.
108. più alto leon: principe ben
più potente.
111. che Dio. . . : che Dio muti
la sua insegna, l'aquila (cfr. "
l'uccel di Dio ", v. 4) con i gigli di Francia.
115. poggian quivi: si innalzano a
mete terrene.
117. in sù: verso Dio.
118. gaggi: ricompensa concessa ai
soldati all'atto
dell'arruolamento; da cui il verbo ingaggiare (cfr. francese
"gages" dal tedesco latinizzato "wadium").
120. maggi: maggiori (cfr. Inf. c.
VI, 48).
124. Diverse voci: voci diverse
pure risultano dolcemente
armoniose nel coro; così, l'occupar seggi diversi, è alla base
dell'armonia che regna in questi cieli.
127. margarita: cfr. c. II, n. 34.
128. Romeo: Romieu de Villeneuve,
gran siniscalco di Raimondo Berengario IV
(Berlinghieri) conte di Provenza, storicamente governò
quella regione anche dopo la morte di Raimondo e, divenuto
tutore della principessa Beatrice, la diede in moglie a Carlo I
d'Angiò (cfr. Purg. c. XX, 61). Qui Dante segue la leggenda
che lo volle umile pellegrino, una specie di santo.
130. Ma i Provenzai: la leggenda
narra che, malgrado la
saggia amministrazione e i buoni uffici, Romieu cadde in
sospetto del Conte, per le delazioni dei cortigiani invidiosi.
133. Quattro figlie: Margherita
sposò Luigi IX di Francia;
Eleonora, Arrigo III d'Inghilterra; Sancia, Riccardo di
Cornovaglia, futuro re di Germania, infine Beatrice Carlo I
d'Angíò, re di Sicilia.
138. sette e cinque...: rese ad
usura quel che aveva avuto da
amministrare; cioè rese dodici per dieci, il 120 per cento.
141. a frusto a frusto: a tozzo, a
tozzo di pane (cfr. lat.
"frustum").
Presentato da Luigi Minnaja