1. O voi: l'appello ai lettori rende palese la distinzione fondamentale
fra Dante-pellegrino (l'"agens") e Dante-autore (l'"auctor").
Si tenga presente, però, che la sfera dell'"auctor" e quella
dell'"agens" vengono continuamente ad interferire. Fuor di
metafora, "in piccioletta barca" sta per "muniti di scarsa cultura".
2. seguiti: avete seguito (cfr. lat. secuti estis)
9. l'Orse: le Orse servono ad orientare la rotta dei naviganti.
11. al pan de li angeli: agli studi teologici.
12. non sen vien satollo: non ci si può saziare, perché la
compiuta sazietà del bene è concessa solo ai beati, nel cielo.
13. l'alto sale: l'alto mare (cfr. lat. salum).
15. dinanzi: prima che la mia scia sia cancellata.
16. Que' glorïosi: gli Argonauti, che si recarono nella
Colchide e alla conquista del vello d'oro, non si
meravigliarono, come farete voi, quando videro il loro capo
Giasone trasformarsi in bifolco, aggiogando egli stesso due
tori che spiravano fiamme dalle narici, ed arando il terreno
per seminarvi i denti del drago, da lui ucciso, da cui
nascevano uomini armati (cfr. Ovidio, Metamorfosi, VII, 100
e segg.).
18. Iasòn: cfr. Inf. c. XVIII, n. 86.
19. concreata: innata, connaturata.
21. come 'l ciel vedete: con la velocità del cielo stellato.
23. un quadrel: una freccia.
24. si dischiava: si schioda, cioè si libera dalla parte della
balestra (" la noce "), che tien tesa la corda.
30. la prima stella: la Luna, il primo dei cieli.
33. quasi adamante: come un diamante colpito dal sole.
34. margarita: perla celeste (cfr. lat. "margarita").
35. recepe: riceve, accoglie.
37. non si concepe: non si concepisce come una dimensione,
cioè un corpo esteso nello spazio, tollerò senza disunirsi un
altro corpo, cosa che deve pur avvenire, se un corpo si
insinua (" repe " = striscia) in un altro.
41. quella essenza: Cristo, in cui si unirono strettamente la
natura umana e quella divina.
45. ver primo: l'assioma, che l'uomo crede intuitivamente,
senza bisogno di dimostrazione (cfr. Purg. c. XVIII, 56):
47. lui: colui che mi ha rimosso (" remoto ") dal mondo
mortale, cioè Dio.
49. li segni bui: le macchie lunari, che, per il loro aspetto,
fanno sì che alcuni (" altrui ") sulla terra favoleggino di
Caino? (cfr. Inf. c. XX, n. I26).
54. chiave di senso: i sensi non possono dischiudere il vero.
56. poi: poiché.
60. i corpi rari e densi: la densità maggiore o minore dei
corpi celesti e perciò anche dalla Luna. Tale teoria, che
Dante si appresta a confutare, risale ad Averroe, e il poeta
stesso l'aveva sostenuta in Conv. II, XIII, 9.
64. La spera ottava: la sfera, ossia, il cielo delle stelle fisse,
vi mostra molte luci che, per la qualità (" quale ") e per la
quantità ( " quanto " ) della loro luminosità, si possono
osservare come siano di diversi aspetti (" volti ").
68. una sola virtù: un solo principio, quello della quantità di
densità, più o meno distribuita, o uniformemente
("altrettanto" ) distribuita.
70. Virtù diverse: influssi diversi, quali son quelli che le stelle
rivelano, devono essere prodotti da cause diverse, cioè da "
princìpi formali ", indipendenti dal principio materiale, cioè
la materia, comune a tutte le stelle. Ma queste cause,
secondo il tuo ragionamento ( " a tua ragion " ) sarebbero per
conseguenza tutte annullate (" seguiterieno "), tranne una,
quella della rarità e della densità della materia.
73. di quel bruno: di quelle macchie oscure.
74. o d'oltre: o fino alla parte opposta (" oltre ") questo
pianeta sarebbe cosi privo della sua materia, fino, cioè ad
essere forato, oppure, come il corpo umano distribuisce il
grasso e il magro, cosi questo pianeta cambierebbe strati ("
carte ") nella sua massa.
80. per trasparere: per il fatto che il sole tralucerebbe in
quegli ipotetici fori, come la sua luce traspare se immessa ("
ingesto ") in qualsiasi altro corpo raro di materia.
83. cassi: confuti, annulli.
85. non trapassi: non arrivi a forare il pianeta.
87. lo suo contrario: il denso non lasci più passare il raro,
cioè il pieno non ammette oltre il vuoto.
88. indi: da quel punto.
89. per vetro: da uno specchio che è formato da una lastra di
vetro, coperta da una lamina di piombo.
91. tetro: buio, oscuro.
94. instanza: dubbio.
96. fonte ai rivi: l'ideale sorgente donde prendono vita le arti
e le scienze umane.
98. più rimosso: più lontano degli altri due, rifletta la luce al
tuo sguardo (" li occhi tuoi ritrovi ").
100. dopo il dosso: dietro le spalle.
103. nel quanto: nella quantità di luce ed anche nella
grandezza dell'immagine.
104. la vista: lo specchio, o per meglio dire l'immagine
riflessa.
107. il suggetto: ciò che vi è sotto.
111. che ti tremolerà: l'ondeggiare della fiamma ne dimostra
la vivacità e la vitalità.
112. ciel de le divina pace: il cielo Empireo.
113. un corpo: il Primo Mobile, nella cui potenza animatrice
risiede (" giace ") l'esistenza (" l'esser ") di tutto ciò che in
esso è contenuto ("contento").
115. Lo ciel seguente: il cielo stellato, che ha tante stelle
simili ad occhi (" vedute "), distribuisce quella virtù (" esser
") nelle diverse sostanze (" essenze ") da esso contenute, per
quanto differenti ( " distratte " ).
118. Li altri giron: gli altri cieli inferiori, in differenti modi,
dispongono le distinte essenze che in sè contengono,
secondo i loro fini e per produrre quei germi di vita ( "
semenze " ), dai quali derivano gli esseri della terra.
121. organi del mondo: i cieli sono organi del corpo
dell'universo, e ricevono influenze, ciascuno da quello
superiore, per trasmetterle a quello inferiore.
126. sol tener lo guado: percorrere da solo il resto del
cammino.
129. da' beati motor: dagli Angeli, o intelligenze motrici.
130. e 'l ciel: e il cielo stellato.
131. de la mente profonda: dalla mente dei Cherubini che
sono le sue Intelligenze motrici.
135. a diverse potenze: serve (" si risolve " ) a diverse
facoltà, quali quella della vista, dell'udito, ecc.
138. girando: pur girando col cielo, conserva la sua unità.
139. Virtù diversa: la virtù ordinativa, che varia dall'una
all'altra delle Intelligenze motrici, forma un diverso
amalgama (" lega ") secondo l'astro (" prezïoso corpo ") al
quale infonde vita razionale ( " avviva " ).
142. lieta: perché procede da "lieto fattore" (cfr. Purg. c.
XVI, 89).
145. Da essa: dalla virtù dell'angelo e del cielo deriva la
causa della differenza che appese tra stella e stella, e perciò
anche la causa delle macchie lunari.
148. lo turbo e 'l chiaro: l'oscuro e il luminoso.

Presentato da Luigi Minnaja