inferno canto 29 note
1. diverse: strane, mai viste prima
2. le luci: gli occhi, che erano desiderosi ( " vaghe " ) di pianto.
5. pur si soffolge: continua a rivolgersi (cfr. lat. suffulcire:
poggiare).
9. che miglia: che la valle gira intorno per ventidue miglia.
10. E già la luna: la luna, già stata piena la notte precedente e al
tramonto alla uscita dei poeti dalla quarta bolgia (cfr. c. XX, n. 126),
si trova ora al nadir (" sotto i nostri piedi "). E' da poco trascorso il
mezzogiorno e breve è il tempo rimasto per compiere la visita
dell'Infermo entro il termine concesso: 24 ore.
15. dimesso: accordato.
16. Parte: intanto (Virgilio) se ne andava.
18. cava: la bolgia, a forma di " valla " e perciò concava.
20. un spirto: un mio parente (" del mio sangue " ).
22. Non si franga: " non si perda dietro di lui " (Del Lungo).
27. e udi' 'l nominar: e udii che lo chiamavano Geri del Bello. Era,
costui, cugino del padre di Dante e fu ucciso da Brodaio dei
Sacchetti, per aver suscitato discordie in quella famiglia.
29. tenne Altaforte: è Bertran de Born, signore di Hautefort ("
Altaforte ").
30. sì: tanto che.
33. per alcun: da qualcuno degli Alighieri che, come parente,
condivida l'onta sua.
36. a sé più pio: più pietosamente disposto verso di lui.
38. de lo scoglio: dal ponte.
39. tutto ad imo: fino in fondo.
40. sor l'ultima chiostra: sopra l'ultimo recinto, cioè la bolgia, che
racchiude i peccatori (cfr. lat. claustrum).
41. conversi: frati; l'immagine è suggerita dal chiostro del v. precedente.
42. parere: apparire.
46. fora : sarebbe.
47. Valdichiana: la Valdichiana, la Maremma e la Sardegna,
specialmente nella stagione estiva (" tra 'l luglio e 'l settembre "),
erano funestate da frequenti epidemie.
49. 'nsembre: insieme (cfr. francese ensemble dal lat. insimul).
52. riva: l'ultimo argine.
57. qui: sulla terra iscrive (" registra ") sul libro dei peccatori.
59. in Egina: narra Ovidio nelle Metamorfosi (cfr. VII, 523, segg.)
che Giunone inviò una pestilenza nell'isola di Egina e che, essendo
morti tutti gli abitanti, Eaco, l'unico sopravvissuto, ottenne da
Giove di rinnovare ( " ristorar ", v. 64) la popolazione,
trasformando in uomini quante formiche si trovavano sotto la
quercia ai cui piedi egli giaceva. Così i nuovi abitanti presero il
nome di Mirmidoni (dal greco myrmex = formica).
60. malizia: male; il contagio della peste.
65. ch'era: di quanto era. Da unire a " maggior tristizia " del v. 58.
66. biche: mucchi; covoni di grano.
69. si trasmutava: si trascinava.
74. tegghia a tegghia: teglia a teglia.
75. schianze: chiazze, croste.
76. menare stregghia: muover con rapidità la striglia da parte ("a"
dativo d'agente come in lat.) di un giovane di stalla atteso dal suo
signore (" segnorso "=signor suo, forma dell'uso antico), né da
parte di colui che veglia (" vegghia ") contro il suo volere.
81. più soccorso: altro aiuto.
83. scardova: pesce d'acqua dolce, assai squamoso.
85. ti dismaglie: ti togli le croste come se fossero le maglie di una
corazza, sì che le unghie sembrano " tanaglie ".
88. Latino: italiano.
89. se: con il consueto valore ottativo, come anche ai vv. 103 e
105.
95. dl balzo in balzo: di cerchio in cerchio.
97. rincalzo: appoggio; i due sono appoggiati l'uno all'altro.
99. di rimbalzo: di riflesso.
102. volse: volle.
103. non s'imboli: non si involi, non dilegui.
105. sotto molti soli: per molti anni.
109. Io fui d'Arezzo: è Griffolino d'Arezzo, mandato al rogo, prima del
1272, sotto la falsa accusa di eresia (" ma quel per ch'io morii qui non mi
mena ") e qui punito perché fu falsario di metalli.
112. a gioco: celiando, per scherzo.
116. perch'io nol feci Dedalo: perché io non feci di lui un Dedalo
(cfr. c. XVII, 109 e n.), mi fece condannare al rogo da uno che lo
teneva come figlio. Albero o Alberto da Siena era un giovane di
nobile famiglia, qui ritratto come un balordo (" avea vaghezza e
senno poco "), mentre l'uomo che lo teneva come figlio potrebbe
essere il vescovo di Siena, che si diceva fosse veramente il padre
di Albero.
119. l'alchìmia: scienza " sofistica " che mirava a falsificare i
metalli; un'altra branca dell'alchimia, progenitrice della chimica
moderna, studiava il modo di estrarre l'oro e l'argento dai minerali.
123. la francesca: i Francesi erano tenuti in conto di frivoli e
leggeri.
125. Tra'mene Stricca: toglimene, cioè tranne Stricca, forse della
famiglia dei Salimbeni, che fu podestà a Bologna nel 1276 e nel 1286. La frase è
ironica e così al v. 130.
127. e Niccolò: forse fratello di Stricca; egli per primo importò la
dispendiosa usanza orientale di " mettere, in fagiani e pernici
arrosto, garofani " (Lana) nella città di Siena (" l'orto "), dove il
seme del vano sperpero attecchisce rapidamente (" s'appicca ").
130. la brigata: la gaia compagnia detta " spendereccia " per cui
Caccia d'Asciano degli Scialenghi profuse le sue vigne e i suoi
boschi (" la gran fronda ").
132. l'Abbagliato: è Bartolomeo dei Folcacchieri, fratello del
rimatore Folcacchiero:
133. chi sì tì seconda: chi in questo modo è con te d'accordo.
136. Capocchio: è un fiorentino che antichi commentatori affermano
abbia conosciuto personalmente Dante. Fu falsario di metalli, ma
era anche in grado di contraffare e imitare qualsiasi persona;
perciò dice di sè stesso " buona scimia ". Fu arso vivo a Siena nel 1293.
138. te dee: ti devi.