4. la favola d'Isopo: la favola cui allude Dante, che non è di
Esopo ma di Fedro, narra che una volta una rana, volendo affogare un topo,
che le aveva chiesto aiuto per attraversare un fiume, gli legò una
zampa alla sua, con la scusa di meglio sostenerlo; quando fu in
mezzo alla corrente, la rana si inabissò, cercando di trascinare il
topo, i cui sforzi per restare a galla attirarono, però, un nibbio; e,
come il rapace, sceso in volo, artigliò il topo, trascinò in alto
anche la rana, sempre legata per la zampa. E Dante aggiunge: mo
e issa (l'uno dal lat. "modo", l'altro dal lat. "ipsa hora" significano
entrambi: ora) non sono uguali l'uno all'altro più che la favola e la
zuffa dei diavoli, a patto che si paragonino con discernimento il
principio e la fine. Infatti al principio la rana e Calcabrina hanno
un analogo fine: nuocere al topo e ad Alichino; e alla fine il
nibbio e la pece fanno entrambi giustizia delle cattive intenzioni.
12. la prima paura: quella di cui al. c XXI, 91 e 127.
13. per noi: per colpa nostra.
15. nòi: li irriti, riempiendoli di vergogna. Notare la rima equivoca col verso 13.
16. s'aggueffa: si accumula, si aggiunge. Propriamente " gueffa " è un
gomitolo di spago.
18. a quella lievre: a quella lepre che afferra col muso (" ceffo " è
il muso; cfr. c. XVII, 50).
25. piombato vetro: uno specchio che è una lastra di vetro con
uno strato di piombo.
26. l'imagine: non ritrarrei la tua immagine esteriore più presto di
quanto non otterrei quella dei tuoi riposti pensieri.
30. sì che d'intrambi: così che presi una comune risoluzione, data
l'analogia dei pensieri e tuoi e miei.
31. giaccia: abbia tale pendenza.
32. ne l'altra bolgia: nella sesta.
34. Già non compié: non aveva ancor finito di espormi la sua decisione (" consiglio ").
36. volerne : volerci.
42. tanto che: neppure il tempo occorrente ad indossare una
camicia. Nel Medio Evo non si usava camicia da notte.
43. collo: sommità (cfr. c. XXII, 118).
44. supin si diede: si lasciò andare supino lungo il pendio
roccioso che chiude la sesta bolgia dalla parte della quinta.
46. doccia : canale.
47. terragno: che sta in terraferma.
48. quand'ella: quando essa (l'acqua) più si avvicina alle pale e
accresce la velocità, data dalla pendenza del canale da cui
proviene.
49. vivagno: margine, orlo (cfr. XIV, 123).
52. al letto: al fondo della sesta bolgia (" fondo ").
53. ch'e': che essi, i diavoli.
54. ma non lì era sospetto: ma non c'era da aver paura, perché la
Provvidenza vieta a tutti la possibilità (" poder... tolle ") di
allontanarsi dalla bolgia, cui li ha posti a guardia.
58. una gente dipinta: sono gli ipocriti, che in vita mascherarono
sempre ogni loro pensiero, per cui Dante ne dà una pittorica
aggettivazione, che ben s'adatta, del resto, anche alle cappe
dorate che qui indossano.
62. de la taglia: della foggia con lunghe maniche e largo
cappuccio, che si fa dai monaci di Cluny, in Francia.
66. che Federigo: che, al confronto, quelle con cui erano puniti i
rei di lesa maestà al tempo di Federico II, sembravano leggere
come paglia.
71. nuovi di compagnia: nuovi compagni avevamo a fianco, ad
ogni passo, per il lentissimo procedere di quelli.
74. al fatto o al nome: per le azioni o per il nome sia noto.
77. Tenete i piedi: fermate il passo.
79. Forse ch': forse.
84. ma tardavali: ma li attardava il peso e lo spazio ristretto
dall'ingombro delle cappe di piombo.
85. con l'occhio bieco: guardando di traverso, e per l'ostacolo del
cappuccio, e perché non hanno perso lo sguardo ipocrita.
87. in sé: tra di loro (cfr. lat. inter se).
88. a l'atto della gola: le pulsazioni e il respiro sono visibili
proprio nella gola.
90. grave stola: la cappa di piombo.
95. villa: città; cioè Firenze.
97. a cui: a cui giù per le guance scende, a stilla a stilla, tanto
dolore quanto io ne vedo.
99. sfavilla: le cappe sono estesamente dorate e lucenti.
100. rance: color arancio, dorate.
102. le lor bilance: corpi che le sostengono.
103. Frati godenti: ordine di frati laici, istituito a Bologna nel
1261. Il nome Gaudenti assunto dai frati perché era " lo più
diritto nome " di " ogni omo a Dio renduto " (Guittone), finì col
suonare scherno quando l'ordine si traviò.
104. io Catalano: è Catalano dei Malavolti, bolognese, il quale con
Loderingo degli Andalò, suo concittadino, ebbe diverse
podesterie in varie città. Nel 1268 i due furono chiamati a Firenze
(" da tua terra ") con l'ufficio di podestà (" per conservar sua pace
"); ma, ipocritamente, favorirono la parte guelfa, per cui si ebbe
la fuga dei ghibellini e la distruzione delle case degli Uberti site
presso il " Gardingo ", antica fortezza longobarda eretta " a
guardia " di Firenze.
114. ch'a ciò s'accorse: che al sentir sospirare il crocifisso si
accorse che io lo guardavo.
116. consigliò i Farisei: è Caifas, il sommo pontefice che,
fingendo di parlare per il comune interesse, persuase i Farisei che
era necessario far morire un uomo per il bene del popolo;
determinando in tal modo la crocifissione di Gesù Cristo.
119. ed è mestier ch'el senta: ed è giusto che senta come pesa
chiunque passi, prima che sia passato (" pria ").
121. il socero: così é punito il suocero Anna e gli altri Farisei, che
parteciparono a quel concilio che fu la prima radice di sciagura
per gli Ebrei. Infatti Dio vendicò la morte di Cristo con la
distruzione di Gerusalemme, ad opera di Tito.
124. maravigliar Virgilio: la commossa meraviglia può, in linea
subordinata, ricordarci che, nella precedente discesa, Virgilio non
aveva visto Caifas, non ancora morto.
129. foce : sbocco, uscita.
131. angeli neri: i demoni.
134. un sasso: una serie di ponti.
137. su per la ruina: su per le macerie del ponte, rotto proprio
sulla sesta bolgia, che giacciono in pendenza (" in costa ") e si
elevano dal fondo (" soperchia ").
140. Mal contava: ci informava male su quel che bisognasse fare,
colui che afferra con l'uncino i peccatori nella quinta bolgia (" di
qua "). Si ricordi la falsa informazione di Malacoda (cfr. c. XXI,
111).
142. E 'l frate: la frase di Catalano è una sapida e sottile
canzonatura dei dotti teologi bolognesi e, per riflesso, di Virgilio,
così malignamente giocato da Malacoda.
145. sen gì: si avviò.
147. da li 'ncarcati : dai peccatori gravati dal peso delle cappe.
148. poste: peste, passi.