1.Malebolge:
bolgia vuol dire sacca; Malebolge è dunque la parte dell'Inferno
che "insacca" (cfr. c. VII, 18) "il mal
dell'universo".
3.la cerchia: della parete che
circonda la voragine.
4.Nel dritto mezzo: proprio nel
mezzo... si apre ("vaneggia") un pozzo... di cui
spiegherò la struttura e la funzione ("l'ordigno") a
suo luogo ("suo loco", alla latina).
7.Quel cinghio: la parte circolare
("cinghio") che rimane tra il pozzo e la parete
rocciosa, cioè Malebolge, è formata da cerchi concentrici
("tondo") ed ha il fondo diviso in dieci fossati
("valli"), cioè in bolge.
10.Quale: quale aspetto
("figura") presenta ("rende"), dove diversi
fossi circondano i castelli per difesa delle mura
("guardia"), il terreno ("la parte") in cui
essi sono scavati, tale aspetto ("imagine") qui
presentavano le bolge ("quelli"); e, come in tali
fortezze dalle soglie sporgono ("son") ponticelli, che
raggiungono l'argine esterno ("alla ripa di fuor") del
fosso, così dal basso della roccia si staccavano scogli che
attraversavano ("ricidien") gli argini e i fossati fino
al pozzo che li interrompe ("i tronca") e li riceve
("raccogli").
19.scossi: fatti discendere.
22.pieta: pietosa visione.
24.repleta: ripiena.
26.dal mezzo in qua: la prima
bolgia è percorsa da due schiere di dannati, che procedono l'una
in senso inverso dall'altra. La prima, che occupa la metà della
bolgia dal centro all'argine ove sono i poeti, avanza di fronte;
la seconda, che occupa l'altra metà della bolgia, procede
mostrando le spalle: cioè va nella stessa direzione di Dante e
Virgilio ("con noi"), ma con andatura più veloce
("passi maggiori").
28.come i Roman: come i Romani,
per l'eccezionale affollamento dovuto ai pellegrini convenuti per
il giubileo, nel 1300, hanno trovato ("colto") un
sistema ("modo") per far passare la gente sul ponte
Sant'Angelo, per cui da un lato di esso tutti avanzavano verso
Castel Sant'Angelo e si recavano a San Pietro, e dall'altro lato
del ponte andavano verso Monte Giordano.
35.ferze: sferze, fruste.
37.le berze: le calcagna.
42.non son digiuno: son sazio;
cioè, Dante vuol dire che non per la prima volta vede quel
dannato, e che lo riconosce.
43.affissi: arrestai il passo per
meglio ravvisarlo ("figurarlo").
44.dolce: perché condiscendente.
45.in dietro: perché il dannato,
che procede in direzione opposta a quella di Dante, è già
passato, sferzato dai demoni.
49.se le fazion: se le tue
fattezze non sono alterate.
50.Venedico: è Venedico de'
Caccianimici, nobile bolognese di parte guelfa, perciò
sostenitore dei Geremei contro i Lambertazzi ghibellini; fu
podestà ed ebbe altri importanti incarichi.
51.salse: tormenti.
53.la tua chiara favella: le tue
parole con cui mostri chiaramente d'avermi riconosciuto.
55.la Ghisolabella: Venedico
persuase la propria sorella Ghisolabella, già sposata, a cedere
alle voglie del Marchese di Ferrara, Obizzo II d'Este.
57.come che suoni: comunque sia
stato narrato il turpe episodio ("sconcia novella").
60.che tante lingue: che non
altrettanto numerose sono le lingue ora ammaestrate
("apprese") a dire "sia" ("sipa")
nel territorio di Bologna ("tra Sàvena e Reno").
63.avaro seno: animo avido di
denaro.
65.de la sua scuriada: con la sua
frusta.
66.femmine da conio: donne da
corrompere, per denaro. Col conio si stampano le monete.
69.della ripa uscia: si dipartiva
dalla riva.
71.scheggia: la cima scheggiata.
72.cerchie: sono i giri che
compiono i dannati.
73.vaneggia: è vuoto; al di
sotto, per consentire il passaggio.
75.Attienti: arrestati e fa' che
ti raggiunga ("feggia": ferisca) lo sguardo ("lo
viso") di questi altri mal nati, che ancora non hai visto in
viso, perché procedevano nella nostra stessa direzione.
79.Del: dal.
86.Iason: Giasone è il mitico
eroe che guidò gli argonauti nella Colchide, alla conquista del
vello d'oro.
87.féne: fece, rese privi
("privati").
88.l'isola di Lenno: gli abitanti
dell'isola di Lemno, per punizione imposta da Venere,
trascuravano le loro mogli, le quali, colizzatesi, li uccisero
tutti. In quest'isola Giasone sedusse la giovane Isifile, figlia
del re Toante, la quale prima aveva ingannato le compagne,
sottraendo alla morte il padre, all'epoca della strage dei
maschi. Per aver abbandonato la fanciulla da lui resa madre,
Giasone è punito tra i seduttori e, nell'Inferno, si fa vendetta
anche del tradimento perpetrato ai danni di Medea. Figlia di
Oeta, re della Colchide, Medea aiutò l'eroe nella conquista del
vello d'oro; fuggì poi con lui ma, sebbene gli avesse dato due
figli, si vide tradita quando il volubile Giasone si innamorò di
Creùsa (o Glauche), figlia di Creonte, re di Corinto.
97.da tal parte: in questo modo,
cioè con la seduzione.
98.prima valle: la prima bolgia.
99.assanna: azzanna, racchiude.
100.calle: il ponticello incrocia
con il secondo argine e questo fa da base ("spalle") al
ponte che attraversa la seconda bolgia.
103.si nicchia: si lamenta. Sono
gli adulatori.
104.scuffa: soffia rumorosamente
con le narici.
107.vi s'appasta: vi si deposita,
formando come una sozza patina che travagliava violentemente la
vista e l'olfatto.
110.sanza montare: se non salendo
sulla parte più elevata del ponte.
114.da li uman privadi: pareva
provenire dalle latrine.
117.che non parea: non appariva
chiaro se avesse la chierica o no.
122.Alessio Interminei: è il
lucchese Interminelli, nobile di parte bianca, vissuto nella
seconda metà del secolo XIII.
126.stucca: stanca, sazia.
127.che pinghe: che tu spinga, sì
da raggiungere ("attinghe").
130.fante: giovane donna.
133.Taide: è la meretrice di cui
si parla in una scena dell'"Eunuco" di Terenzio, citata
da Cicerone nel "De Amicitia". Trasone (il "drudo
suo"), avendole donato una schiava, chiese al mezzano,
Gnatone se il regalo fosse giunto gradito. La risposta di Gnatone
è qui da Dante attribuita a Taide stessa.
134.grazie: grandi meriti presso
("appo", cfr. lat. "apud") di te.
136.quinci: di questa bolgia.
Presentato da Luigi Minnaja