2.
ne l'altro giro: nell'altro cerchio, l'ottavo.
3. simile: simile al cupo ronzio
(" rombo ") che proviene dagli
alveari ("arnie").
4. si partiro: si staccarono dalle
altre.
8. a l'abito: dal modo di vestire,
sembri essere qualcuno della
nostra malvagia città (" terra prava ").
12. pur ch'i' me ne rimembri: sol
che me ne ricordi.
13. s'attese: rivolse la sua
attenzione.
15. si vuole: bisogna.
18. che meglio stesse: che meglio
converrebbe a te, affrettarti al
colloquio, che non a loro. Si spiega perché questi sodomiti sono
cittadini ragguardevoli "ch'a ben far puoser li 'ngegni
" (cfr. c. VI,
81).
20. l'antico verso: il consueto
lamento.
21. una rota: tutti e tre ("
trei ") si disposero in cerchio e
continuarono a procedere rotando; i sodomiti non possono mai
fermarsi.
22. Qual sogliono...: come usano
fare gli atleti, nudi ed unti d'olio,
cercando di individuare con gli occhi (" avvisando ")
il punto ove
afferrare con vantaggio l'avversario, prima che tra loro si
colpiscano di piatto e di punta (" battuti e punti ").
Vale a dire,
con ceffoni e pugni.
25. visaggio: il viso, cioè lo
sguardo, si che in essi il collo e i
piedi erano volti in direzioni contrarie. Cioè procedevano,
ruotando, e volgevano il capo a Dante.
28. loco sollo : luogo molle; è
il sabbione, cedevole sotto i passi.
30. brollo: brullo, squallido
perché bruciacchiato.
33. freghi: più che strisciare
(fregare) Dante poggia saldamente in
terra i piedi, mentre i dannati, evidentemente, procedono
saltellando per lo smisurato calore del sabbione ardente (cfr.
"
pestar " del v. seguente).
37. Gualdrada: figlia di
Bellincione Berti, fu donna di esemplare
virtù. Suo nipote, Guido Guerra, fu insigne uomo d'arme di parte
guelfa: mori nel 1272.
40. trita: calpesta il cedevole
sabbione.
41. Tegghiaio Aldobrandi: fu
podestà di Arezzo nel 1256. Cercò
di evitare, senza riuscirvi, la sconfitta di Montaperti; per cui
la
sua fama (" voce ") dovrebbe essere apprezzata ("
gradita ") nel
mondo.
44. Iacopo Rusticucci: gentiluomo
e diplomatico, sembra qui
confessare il suo peccato, attribuendone in certo modo la prima
origine alla crudeltà mentale della moglie ritrosa (" fiera
").
46. S'i' fossi: Dante da gran
tempo (cfr. c. VI, v. 79) desiderava
incontrarsi con il Tegghiaio e Iacopo Rusticucci.
48. sofferto : permesso,
tollerato.
51. ghiotto : desideroso.
52. dispetto: disprezzo, come al
v. 29.
54. tardi tutta si dispoglia: ci
vorrà del tempo prima che dilegui
completamente.
55. tosto che: non appena Virgilio
mi disse (cfr. v. 14 e segg.)
parole per cui io pensai che venisse gente così ragguardevole
come voi siete, il vostro stato (" condizion ") mi
suggerì ("
dentro mi fisse ") non disprezzo, ma dolore.
58. sempre mai : sempre.
60. ritrassí: appresi.
61. lo fele: il fiele, l'amaro
dell'inferno; i " pomi " sono il frutto
del bene a lui promesso da ( " per " ) Virgilio.
63. tomi: cada, discenda.
64. Se: con valore ottativo, come
già altrove (cfr. c. X, 82 e 94).
66. luca : risplenda.
67. cortesia e valor: onestà e
gentile bontà. dì : dicci.
70. Guiglielmo Borsiere :
cavaliere fiorentino assai lodato dal
Boccaccio, che ne scrive nel Decamerone (I, 8).
71: per poco: da poco tempo.
72. ne cruccia: ci rattrista,
parlandoci della corruzione di Firenze.
Il Rusticucci chiede notizie a Dante, perché i dannati, come
sappiamo (cfr. c. X, 100 e segg.), prevedono il futuro, ma
ignorano il presente.
73. La gente nuova: gli arrivisti
e i nuovi ricchi son montati in
superbia ed hanno perso il senso del limite, o Firenze, si che
già
ne lamenti le conseguenze (" sì che tu già ten piagni.).
E'
un'improvvisa apostrofe contro la " terra prava ".
81. a tua posta: a tuo giudizio,
liberamente.
82. campi : scampi.
84. ti gioverà: ti sarà caro
ricordare "Io fui nell'al di là".
87. sembiar : sembrarono.
92. che 'l suon : è il "
rimbombo " del verso I.
93. per parlar: per quanto
parlassimo.
94. Come quel fiume: come quel
fiume (il Montone) che per
primo (" prima ") ha un suo corso fino al mare ("
proprio
cammino ") tra quelli del versante sinistro dell'Appennino,
andando dal Monviso verso levante, e che nel corso superiore
("
suso ") prima di scendere a valle, si chiama Acquacheta e a
Forlì
è privo (" vacante ") di quel nome (si chiama infatti
Montone)
come quel fiume scroscia ( " rimbomba " ) sopra San
Benedetto
dell'Alpe, poiché precipita ( " per cadere " ) per un
pendio ( "
scesa ") insufficiente a contenere disciplinatamente le
acque
("ove dovea per mille esser recetto"), perché
dovrebbero esser
raccolte da mille simili pendii, data in loro abbondanza; cosi,
ecc.
La comparazione é appesantita da troppi riferimenti
geografici.
106. uno corda: l'allegoria è
oscurissima. Potrebbe rappresentare
"l'osservanza della legge " (Torraca), mediante la
quale Dante
pensò una volta ("alcuna volta") di prender la lonza,
simbolo di
frode (cfr. c. I, n. 49) e che servirà a domare Gerione,
anch'esso "
immagine di froda " (cfr. canto XVII, 7).
108. a la pelle dipinta: "a
la gaietta pelle " (cfr. c. I, 42).
111. aggroppata e ravvolta :
raggomitolata.
115. novità: qualcosa di nuovo,
mai vista prima.
117. seconda : segue.
119. pur l'ovra : non soltanto i
fatti, ma penetrano nei nostri
pensieri.
123. viso : vista.
125. de' : deve.
126. però che: perché senza
colpa ti fa sembrare bugiardo.
128. comedìa: commedia. Il
semplice titolo del poema prevale qui
sulla designazione del generer letterario.
129. s'elle: voglia il cielo che
non siano prive di lungo favore ("
grazia ").
130. aere grosso e scuro:
atmosfera densa e cupa, in cui sembra
nuotare (" notando " ) la figura che susciterebbe
spavento ("
maravigliosa " ) anche nel cuore più saldo (" sicuro
").
133. colui: il marinaio che è
sceso a disincagliare l'ancora che fa
presa ("aggrappa") in uno scoglio o altro.
136. che 'n sù si stende: che si
protende col busto e si spinge coi
piedi dopo averli raccolti a se (" piè si rattrappa
").
Presentato da Luigi Minnaja